06/06/2010
NUOVO NUMERO DI RACCONTACI
20:14
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08/12/2009
Intervista su l'AC. a S.E. Mons B. SCHETTINO
In occasione del tesseramento 2009 e con l'uscita del nuovo numero del giornalino
dedicato interamente ad esso, abbiamo rivolto alcune domande a S.E.Mons. B.Schettino
Vescovo di Capua, il quale con entusiasmo ha accettato la nostra intervista.
1. Se sente pronunziare il nome “Azione Cattolica”, a cosa va il suo pensiero?
Quando sento pronunziare il nome di Azione Cattolica il mio pensiero va a tante persone che nell’ambito della parrocchia e di altri, luoghi hanno evangelizzato annunciando Cristo Gesù, la Chiesa e testimoniando con molta passione e presenza la fede cristiana fatta di opere e in particolare di carità. In questa opera di presenza e di testimonianza sono cresciuti di numero e qualità tanti laici, alcuni dei quali avviati anche verso la Santità, riconosciuta dalla Chiesa.
2. Quando ha incontrato per la prima volta l’A.C. e quali emozioni conserva di questo incontro?
Ho incontrato l’Azione Cattolica da piccolo, quando da brave persone laicali sono stato invitato a prendere parte ad essa. Ma il vero incontro con l’Azione Cattolica è stato a Teggiano, dove era l’unica forma associativa e laicale cristiana operante in Diocesi. Erano persone buone, affezionate, desiderose di comunicare e di rendere in modo vivo nella Chiesa e nella Società l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa.
3. In un’epoca come quella di oggi in cui i valori cristiani sembrano occupare un posto sempre più marginale, Lei pensa che l’A.C. possa essere ancora una proposta valida per ragazzi, giovani, adulti che vogliono vivere in maniera più autentica la loro appartenenza alla Chiesa?
Proprio nella difficoltà della fede, oggi, è chiamata la responsabilità laicale a rendere ragione della speranza per un impegno non marginale. Spiritualità, formazione, cultura sono le modalità di presenza e di orientamento dei laici nella nostra società. Quando più è la invadenza del secolarismo, tanto più la fede operosa deve trovare canali di presenza e di risposte alla domanda sul senso religioso della vita.
4, L’A.C. vive da 140 anni e più, crede che in qualche modo abbia segnato la storia della nostra Diocesi?
Penso che l’Azione Cattolica ha segnato la storia, ma deve sempre più permeare la storia del nostro tempo, dando risposte a quelli che sono gli inquietanti interrogativi posti da una società complessa e globalizzata. Una volta era la città sacralizzata che proteggeva l’essere cristiani, oggi la Chiesa è la cittadella assediata, che deve difendersi e testimoniare con sofferenza e capacità l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa.
5 Quali, secondo Lei, le prospettive per il futuro e quali potrebbero essere gli ambiti in cui l’Azione Cattolica potrebbe maggiormente far sentire la sua presenza?
Il futuro è ancora dell’Azione Cattolica se recupera l’intelligenza della fede, forti motivazioni di conoscenza del mondo attuale e capacità di mediazione di temi culturali, religiosi e sociali. L’Azione Cattolica deve interrogarsi e capire il mondo di oggi e quali sono gli ambiti per una presenza intelligente e costruttiva in un mondo che è cambiato. I temi sono: Dio, Cristo, la Chiesa, la pace, il dialogo, la salvaguardia del creato, la vita, le povertà, le immigrazioni, la città secolarizzata…
6. L’Anno associativo 2009-2010 è per l’Azione Cattolica l’anno dell’accoglienza. Per Lei, così apertamente impegnato a fianco degli Immigrati, cosa significa ACCOGLIERE?
Il tema dell’accoglienza degli Immigrati è soltanto uno degli aspetti del problema. Quello che è più complesso è il tema della integrazione che essendo un tema vitale e culturale, non si realizza in breve spazio di tempo, ma suppone tempi di riflessione, di sedimentazione di processi, di riflessione su quello che l’immigrato deve lasciare e quello che deve accogliere, per potersi sentire integrato e partecipare a pieno titolo. Suppone l’acquisizione del permesso di soggiorno, il discorso sul diritto di cittadinanza, diritti e doveri, che sono di conseguenza. Il tutto richiede un modello italiano di integrazione e di multiculturalità.
7. Viviamo in questo periodo il momento forte dell’adesione, quale l’augurio che Lei rivolge ad ogni socio, soprattutto a chi si accinge a far parte per la prima volta di questa Associazione?
Auguro all’ Azione Cattolica un senso profondo e vivo di partecipazione alla vita della Chiesa, diocesana e parrocchiale,un desiderio forte di coinvolgersi e coinvolgere tanti giovani per una lunga e valida stagione dello Spirito.
† Bruno Schettino
Arcivescovo di Capua
INTERVISTA PUBBLICATA SUL NUOVO NUMERO DEL GIORNALINO
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22:03
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09/10/2009
SONO RIPARTITIE LE ATTIVITA'
08:25
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